13) Nietzsche. Per gli spiriti forti.
Per noi che siamo antidemocratici - afferma Nietzsche - l'ideale 
uno spirito forte, capace di capovolgere gli eterni valori e di
affermare la volont dell'uomo come dominatore del suo destino.
Gli uomini forti salveranno gli altri dal processo degenerativo in
cui sono immersi.
F. Nietzsche, Al di l del bene e del male (vedi manuale pagine
186-191).

 203. Noi, che abbiamo una fede diversa - noi, per i quali il
movimento democratico rappresenta non soltanto una forma di
decadenza dell'organizzazione politica, ma anche una forma di
decadenza, cio d'immeschinimento, dell'uomo, un suo
mediocrizzarsi e invilirsi: dove dobbiamo tendere noi, con le
nostre speranze? - Verso nuovi filosofi, non c' altra scelta;
verso spiriti abbastanza forti e originali da poter promuovere
opposti apprezzamenti di valore e trasvalutare, capovolgere
valori eterni: verso precursori, verso uomini dell'avvenire che
nel presente stringono imperiosamente quel nodo che costringer la
volont di millenni a prendere nuove strade. Per insegnare
all'uomo che l'avvenire dell'uomo  la sua volont,  subordinato
a un volere umano, e per preparare grandi rischi e tentativi
totali di disciplina e d'allevamento, allo scopo di mettere in tal
modo fine a quell'orribile dominio dell'assurdo e del caso che
fino a oggi ha avuto il nome di storia- l'assurdo del maggior
numero  soltanto la sua forma ultima -: per questo sar, a un
certo momento, necessaria una nuova specie di filosofi e di
reggitori, di fronte ai quali tutti gli spiriti nascosti,
terribili e benigni, esistiti sulla terra, sembreranno immagini
pallide e imbastardite. E l'immagine di tali condottieri che si
libra dinanzi ai nostri occhi: posso dirlo forte a voi, spiriti
liberi? Le circostanze che si dovrebbero in parte creare, in parte
utilizzare, perch essi sorgano; le vie e le prove presumibili, in
virt delle quali un'anima potrebbe crescere sino a un'altezza e a
una forza tali da sentire la costrizione verso questi compiti; una
trasvalutazione dei valori, sotto il nuovo torchio e martello
della quale una coscienza verrebbe temprata e un cuore trasmutato
in bronzo, cos da poter sopportare il peso di una nuova
responsabilit; e d'altro canto la necessit di tali condottieri,
il tremendo pericolo che essi possano non giungere, o fallire, o
degenerare - queste sono le nostre vere ambasce e abbuiamenti, lo
sapete voi, voi, spiriti liberi? Questi sono i nostri pesanti,
lontani pensieri e uragani che toccano il cielo della nostra vita.
Esistono pochi dolori cos penetranti come quello di aver veduto,
divinato, partecipato intimamente al modo con cui un uomo
d'eccezione  uscito dalla sua strada ed  andato tralignando: ma
chi tiene rivolto il suo inconsueto sguardo al comune pericolo che
l'uomo stesso degeneri, chi, come noi, ha conosciuto la mostruosa
casualit, che sino a oggi ha giocato sull'avvenire umano - un
giuoco in cui n una mano e neppure un dito d'Iddio si sono mai
immischiati! - chi intuisce la sinistra fatalit che ci si cela
nella dabbenaggine idiota e nella fiduciosa beatitudine delle
idee moderne, e ancor pi in tutta quanta la morale cristiano-
europea, prover una stretta al cuore, alla quale non  dato
paragonarne altra - anzi abbraccer con un unico sguardo tutto
quello che, con una favorevole concentrazione e un incremento di
forze e di compiti, una plasmazione educativa potrebbe ancora
ricavare dall'uomo; con tutto quel che la sua coscienza sa, si
render conto che l'uomo non  ancora esaurito per le sue
possibilit pi grandi, e che gi spesso il tipo uomo  stato
vicino a misteriose decisioni e a nuove strade; - meglio ancora
sapr, per un suo stesso dolorosissimo ricordo, su quali
miserabili cose  accaduto in genere fino a oggi che realt in
divenire, di primissimo rango, finissero per infrangersi,
sfasciarsi, inabissarsi lentamente e rendersi esse stesse
miserabili. La degenerazione totale dell'uomo, che nel suo grado
pi basso arriva a quel che per i babbuassi socialisti e per le
teste vuote rappresenta l'uomo dell'avvenire - il loro ideale! -
questa degenerazione e questo immeschinimento dell'uomo in
perfetta bestia d'armento (o, come costoro dicono, in uomo di una
libera societ), questo animalizzarsi dell'uomo in bestia nana
fornita di eguali diritti ed esigenze  possibile, non vi 
dubbio! Chi anche una sola volta ha meditato sino in fondo questa
possibilit, conosce un disgusto di pi rispetto agli altri
uomini, e forse anche un nuovo compito!.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1976, volume
venticinquesimo, pagina 322-323.
